Quanta CO2 costa un panino?

Se il pane costa poco per le nostre tasche ha, invece, un costo elevato per l’ambiente e le cause sono soprattutto le tecniche di coltivazione.

Il costo di una pagnotta di pane è di 0,5 kg di CO2.

A pesare sull’ambiente è soprattutto la tecnica di coltivazione.

Le lavorazioni del suolo e l’utilizzo di fertilizzanti ad alto impatto ambientale sono i maggiori responsabili delle emissioni di gas serra da parte del settore agricolo.

A dirlo sono i ricercatori dell’università britannica di Sheffield, che hanno analizzato l’impatto ambientale della produzione del pane nelle sue varie fasi, dalla coltivazione del grano alla distribuzione finale.

Acquistata al supermercato, una pagnotta costa pochi euro.

Ma il prezzo per l’ambiente è ben diverso, calcolato in mezzo chilogrammo di CO2.

 Secondo lo studio, pubblicato sulla rivista Nature Plants, una pagnotta da 800 grammi prodotta nel Regno Unito ha un costo in termini di emissioni pari a 0,589 chilogrammi di CO2.

La sfida a cui siamo chiamati è produrre cibo sano e sufficiente in modo sostenibile.

Molti sono i settori su cui incidere per arrivare all’obiettivo ma uno dei principali è la tecnica di coltivazione.

Le arature, soprattutto quelle profonde, liberano grandi quantità di CO2, mettendo a contatto il carbonio presente nel suolo con l’ossigeno presente nell’aria.

Questo fenomeno, oltre che alimentare il global warming con conseguenze drammatiche per i cambiamenti climatici, produce l’effetto non meno importante della perdita di fertilità dei nostri suoli.

La semina diretta, tecnica di coltivazione che prevede la semina senza lavorazioni, tutela il suolo sequestrando CO2, aumentando la fertilità e la biodiversità dei nostri terreni.

Seminare senza arare il terreno getta le basi per un suolo vivo necessario per la vita del pianeta.

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