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Vantaggio N° 5: Sequestro di CO2 e gas serra

Il vantaggio N°5, uno dei meno tangibili, è anche uno dei più importanti per il futuro del pianeta.

Il suolo, dopo l’oceano, è il più grosso serbatoio di carbonio della terra.

I suoi primi centimetri ospitano un volume di carbonio superiore a quello contenuto nel mondo vegetale e nell’aria messa insieme.

Il carbonio organico entra nel suolo attraverso i meccanismi di degradazione del mondo animale e vegetale, possibili solo in presenza di un suolo vivo, ricco di biodiversità.

Questi processi biologici sono fortemente condizionati dalla presenza di carbonio nel suolo per cui è facile immaginare quanto sia importante favorirne l’immagazzinamento.

Il carbonio nel suolo assicura la vita al terreno e dalla sua presenza dipendono la fertilità, la biodiversità, l’immagazzinamento e la sanità delle acque piovane.

Dalla vita del suolo dipende la vita del pianeta (R. Vargas, segretario generale di Global Soil Prtnership, FAO).

L’immagazzinamento del carbonio nel suolo, però, non è per sempre.

Gli equilibri sono delicati e mantenere o perdere il carbonio del suolo dipende solo dall’uomo e dalle sue attività.

Con comportamenti ecologici e sostenibili il carbonio può perdurare nei primi centimetri dei nostri terreni per millenni ma con atteggiamenti meno consapevoli il carbonio presente nel suolo può trasformarsi velocemente in CO2, uno dei più pericolosi gas serra responsabili dei cambiamenti climatici.

Le conseguenze sono due: la prima, appunto, è l’emissione nell’atmosfera di CO2, la seconda, conseguenza della prima, è l’impoverimento di sostanza organica con ovvie conseguenze.

Una delle cause che provocano la formazione di CO2 è l’aratura del suolo.

Le lavorazioni del suolo, più o meno profonde, liberano, ogni anno, ingenti quantità di CO2 dovute alla respirazione dei microrganismi presenti nel terreno ed ai processi chimici con cui il carbonio si lega all’ossigeno dell’aria.

Un terzo circa della CO2 in eccesso presente nell’atmosfera, proviene dall’agricoltura ed in gran parte dalle lavorazioni del suolo.

Riducendo le arature contribuiamo a diminuire le emissioni di CO2 nell’aria.

La semina diretta, grazie all’assenza di lavorazioni del terreno, contribuisce in modo concreto a mantenere il carbonio nel suolo riducendo le emissioni di CO2, mitigando l’aumento delle temperature sul pianeta e i cambiamenti climatici.

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