Riempiendo i silos, ripensiamo alle “fosse”

Stiamo riempiendo i silos di grano duro di ottima qualità e rimpensiamo al passato, a quando un tempo il grano “buono” veniva conservato in grosse “fosse” scavate nella terra. Le più antiche, ma anche quelle conservate meglio sembrano essere quelle di Cerignola (FG), a Piano delle Fosse del Grano. I primi documenti risalgono al 1225. Ogni fossa era chiusa da “u titele” un cippo di pietra alto 90 cm su cui venivano scolpite le iniziali del proprietario. Singolare, ma molto efficace, il metodo utilizzato dagli “sfossatori” per prelevare il grano dalle fosse. Per essere certi che, una volta aperto il blocco che chiudeva ogni fossa circolasse il giusto tasso di ossigeno, accendevano una candela ed in funzione del tempo in cui rimaneva accesa capivano se potevano entrare o meno all’interno della fossa. Il grano poi veniva messo in un recipiente di legno detto “tomolo” da cui l’omonima misura agraria.

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