L’Italia perde sempre più terreno e non è una metafora, ma la realtà di un territorio soggetto a un consumo di suolo che viaggia alla velocità di 4 metri quadrati al secondo.
Stando al rapporto Ispra del 2016, “tra il 2013 e il 2015 le nuove coperture artificiali hanno riguardato 250 chilometri quadrati di territorio, ovvero, in media, circa 35 ettari al giorno”.
Ma c’è di più perché i dati della rete di monitoraggio dell’istituto mostrano come, a livello nazionale, “il suolo consumato sia passato dal 2,7% della superficie nazionale degli anni ’50 al 7,0% stimato per il 2015, con un incremento di 4,3 punti percentuali e una crescita percentuale del 159% (1,2% ulteriore tra il 2013 e il 2015)”. L’impatto in termini assoluti riguarda ormai circa 21.100 chilometri quadrati del nostro territorio.
L’Ispra ha calcolato anche il danno economico derivato da questo processo e ha stimato tra i 538,3 e gli 824,5 milioni di euro il costo imputabile al suolo consumato e alla mancata erogazione dei servizi ecosistemici coinvolti. Nel conto rientrano 400 milioni di euro per la produzione agricola sprecata, 150 per l’immissione nell’ambiente di carbonio, altri 120 per le problematiche legate all’erosione e 100 per i fenomeni di ruscellamento, oltre ai 3 milioni dovuti alla perdita di insetti impollinatori.
Nel frattempo il suolo coltivabile che sfugge al consumo non gode di ottima salute: in Europa quasi la metà dei terreni agricoli sono minacciati dalla perdita di fertilità, la biodiversità e gli equilibri ecologici negli strati superficiali del terreno sono sempre più a rischio, milioni di ettari soffrono gli effetti dell’erosione e del dissesto idrogeologico e la desertificazione avanza in modo preoccupante in molti Paesi.
L’informazione e la sensibilizzazione sulla minaccia rappresentata dal consumo di suolo è oggetto della mission di Semina Diretta 2.0 dal momento della sua costituzione. Crediamo che la tutela del terreno agricolo sia il primo passo per la salvaguardia del comparto cerealicolo italiano, sempre più soggetto ad abbandono per motivi legati a costi e rese.
