La semina diretta nel mondo: Maryland la regina

L’Italia ha ​teorizzato, gli USA hanno sviluppato.

Se il canonico Peter Stancovich, istriano di nascita e, allora, italiano di appartenenza, potesse vedere quello che accade oggi con la “sua” semina diretta, rimarrebbe deluso profondamente.

O meglio, deluso per l’andamento della tecnica in Italia ed in Europa, ma assolutamente orgoglioso per come gli agricoltori degli Stati Uniti d’America hanno preso a cuore la tecnica.

I dati FAO parlano chiaro: in Italia la semina diretta impatta lo 0,8% della SAU contro il 54,9% del Maryland, regione tra le più virtuose a livello mondiale.

Gli USA in effetti sono stati tra i primi ad intuire che la semina diretta avrebbe consentito grossi vantaggi ambientali ed agronomici, ed in quest’ottica le istituzioni d’oltreoceano hanno da subito incentivato e promosso la tecnica su tutta la superficie e per le più importanti colture.

In Italia abbiamo molto da lavorare per arrivare al livello di superficie investita nel Maryland.

Semina Diretta 2.0 no profit ha analizzato i motivi per cui la tecnica stenta ad affermarsi in Italia, li ha canonizzati, dettagliati, mettendo a punto una mission per arrivare ad investire superfici importanti su tutto il territorio nazionale.

Un contributo anche per tranquillizzare il canonico Peter.

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