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Progetto STRATEGA Puglia per l’agricoltura conservativa

Matteo Falcone, Ambasciatore di Campo per la regione Puglia.

Semina Diretta 2.0 no profit annuncia con piacere la nuova collaborazione di Matteo Falcone come Ambasciatore di Campo per la regione Puglia, riferimento sul territorio per informazioni sulle tecniche di conservazione del suolo.
Matteo ci ha inviato un riassunto del convegno STRATEGA tenutosi a Foggia, presso il CREA, dove si è parlato di conservazione del suolo agrario.
Chiunque fosse interessato ad approfondire gli argomenti trattati può inviare una mail a seminadiretta@gmail.com o telefonare ai numeri di Semina Diretta 2.0 disponibili sul sito www.seminadiretta.org

Progetto STRATEGA Puglia per l’agricoltura conservativa

Il 3 Maggio 2019 presso la sede del CREA di Foggia, sono stati presentati i risultati del progetto “STRATEGA” (Sperimentazione e TRAsferimento di TEcniche innovative di aGricoltura conservativA) finanziato dal Dipartimento Agricoltura, Sviluppo Rurale ed Ambientale, Sezione
Agricoltura, Servizio Innovazione e Conoscenza in Agricoltura della regione Puglia, che si prefigge l’obiettivo di sperimentare e diffondere informazioni utili all’adozione delle tecniche di agricoltura conservativa.
Il convegno ha avuto inizio con i saluti del direttore del CREA-CI, Nicola Pecchioni, che ha sottolineato i vantaggi dell’agricoltura conservativa quali i costi contenuti delle lavorazioni e la tutela dell’ambiente grazie al sequestro di CO2 (flussi in entrata e in uscita) e all’aumento della
sostanza organica nel suolo.
Il dirigente del Dipartimento Agricoltura della Regione Puglia, Luigi Trotta, ha rilevato che su queste tematiche si discute relativamente poco rispetto alla loro importanza. Giuseppe De Mastro, docente del Dipartimento di Scienze Agro-Ambientali e Territoriali dell’Università degli studi di Bari, è intervenuto sul tema della sostenibilità parlando delle sfide a cui siamo chiamati nel prossimo futuro, in particolare il contenimento delle emissioni di CO2 e
l’incremento dell’efficienza energetica.
L’agricoltura conservativa in Europa è applicata solo sul 5% della superficie. Da più di 300 pubblicazioni si evince che bisogna puntare a ridurre il consumo di suolo e di acqua, e tenere conto del costo energetico confrontando input e output, dall’aratura alla semina su sodo e utilizzo di cover crop.
Michele Rinaldi, CREA-CI, ha illustrato in dettaglio la sperimentazione agronomica effettuata attraverso il progetto STRATEGA.
Gli obiettivi generali del progetto sono quelli di valorizzare e diffondere, presso gli imprenditori pugliesi, un percorso agronomico innovativo di gestione del suolo e dei residui colturali, in grado di coniugare capacità produttiva delle colture cerealicole e aspetti ambientali, al fine di conseguire un miglioramento del reddito aziendale e nel contempo salvaguardare la fertilità del suolo. Domenico Ventrella, ricercatore del CREA-CI, ha illustrato come una gestione appropriata dei residui migliora le produzioni agrarie portando un incremento della disponibilità dei nutrienti, una riduzione dell’erosione, un miglioramento della struttura del terreno e un aumento della ritenzione idrica dei suoli.

La rimozione dei residui colturali determina, nel lungo periodo, una significativa riduzione della fertilità soprattutto in contesti caratterizzati da clima mediterraneo, con alta ossidazione della sostanza organica e mancanza di apporti organici di altra natura.
Mirko Castellini, ricercatore CREA Agricoltura e Ambiente, ha discusso dell’impatto sulle proprietà fisiche e idrauliche del suolo e Michele Ferrandino, presidente provinciale della CIA Foggia, ha sottolineato come l’applicazione di questa tecnologia permette una notevole riduzione
dei costi e un incremento dei redditi per le imprese agricole. Vitantonio Priore, Dipartimento Agricoltura della Regione Puglia, ha spiegato come il ruolo della Regione sia fondamentale per la diffusione dell’agricoltura conservativa. L’incentivazione di tale pratiche attraverso la misura 10 del PSR Puglia ha ottenuto ottimi risultati e la Regione Puglia si impegnerà mettendo a disposizione risorse nei prossimi anni.
Finiti gli interventi da parte dei relatori, ha avuto inizio la tavola rotonda, moderata dal giornalista Orlando Vella.
Un quesito venuto fuori da questi accesi dibattiti ha riguardato la gestione dei residui colturali. La miglior soluzione per la distribuzione della paglia dei cereali è l’utilizzo di mietitrebbiatrici che distribuiscano in maniera uniforme i residui sul terreno, adottando trincia-spargipaglia o macchine dotate di spargipaglia, che non lasciano residui troppo piccoli (non inferiore a 8-10 cm) per evitare di avere problemi di ingolfamento durante la successiva operazione di semina. La cosa importante è che l’azione meccanica eserciti anche una parziale sfibratura della paglia in modo da favorire l’attacco da parte dei microrganismi.
In conclusione i vantaggi delle tecniche di conservazione del suolo emersi sono stati:
Minore erosione eolica e idrica del suolo (particolarmente importante per le aree collinari come i Monti Dauni) fino alla protezione di quest’ultimo dall’irraggiamento solare, meglio se coperto da residui, prevenendo la perdita di sostanza organica.
Aumento di sostanza organica, maggiormente in presenza di residui colturali, dovuto alla maggiore attività microbica e alla pedofauna fino al contenimento delle perdite di acqua dal suolo per evaporazione.
Miglioramento della struttura e della resistenza dei micro-aggregati del suolo e migliore conducibilità idraulica.
Sequestro di CO2.
Minor utilizzo di combustibili fossili.
Potenziamento del ruolo del suolo – incremento dei processi di organicazione/umificazione – come sequestratore di CO2.

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