29, 30, 31 gennaio: I giorni della merla, i giorni più freddi dell’anno

10 gennaio 2019, dove la maremma toscana inizia a lasciare spazio ai primi rilievi collinari.

Dopo tre giorni di tramontana arriva il giorno utile per riprendere le semine del grano.

Quest’anno si lotta per completare le semine bloccate a più riprese dal meteo avverso.

Sacchi di concime, confezioni di seme fermi in magazzino da qualche giorno in attesa di poter essere utilizzati.

La giornata è soleggiata, quasi primaverile ed il terreno sembra tenere, nonostante le piogge dei giorni scorsi.

Un’ultima controllata alla Direttissima, la “piccola” della flotta di seminatrici da semina diretta Maschio Gaspardo.

Tubi, tramoggia e coltri sembrano a posto.

Accendiamo il motore e ci avviciniamo al magazzino per prendere il primo sacco di Orizzonte dei F.lli Menzo.

Nel momento di versare il suo contenuto in tramoggia notiamo un geco fermo sulla confezione.

Grosso, robusto, è immobile, ben aggrappato al sacco, ad ostentare tutta la sua fierezza di esemplare adulto.

Mirko cerca di spostarlo ma lui rimane li, zampe larghe agganciate alla plastica.

Anche se le temperature sono miti, il freddo ancora non gli permette reazioni e movimenti consoni al rischio di essere inavvertitamente buttato in tramoggia.

Con delicatezza viene preso e depositato a terra.

Ma come mai un geco in gennaio?

Capita a volte, durante il mese del freddo, di vedere segnali di una primavera precoce.

Qualche margherita che timidamente fiorisce accontentandosi di una giornata riscaldata dal sole un pò più caldo del solito o un piccolo rettile che mette fuori il muso per testare la temperatura esterna.

Ma non dobbiamo farci ingannare.

Stiamo attenti a sottovalutare Gennaio.

Il mese rivendica continuamente la sua leadership come mese più freddo in assoluto del calendario italiano.

A farne le spese fu una “merla” che, stanca, ogni anno, di subire le giornate rigide del primo mese dell’anno, decise di rimanere nel suo nido, con tutta la sua prole, dal primo al ventottesimo giorno.

A quei tempi Gennaio contava 28 giorni e dal primo giorno all’ultimo il freddo caratterizzava il giorno e la notte.

Terminato il ventottesimo giorno, la merla uscì dal suo nido urlando al mondo di essere riuscita a sconfiggere Gennaio, di aver superato al caldo il mese più freddo dell’anno.

La cosa non fu presa bene da Gennaio, che chiese in prestito tre giorni a Febbraio per scatenare la tempesta più fredda e rigida mai vista fino ad allora, costringendo la povera merla a rifugiarsi in un camino ed uscire solo all’inizio di Febbraio.

Il calendario quindi venne modificato e, ogni anno, Gennaio aggiunge tre giorni alla sua durata, liberando tutto il freddo proprio dal 29 al 31.

I giorni della merla.

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