Basilicata, Semina Diretta 2.0 con la Regione contro erosione e desertificazione

Il 55% del territorio della Regione Basilicata è a rischio desertificazione: più del 50% presenta gravi fenomeni di erosione superficiale. Negli ultimi anni il fenomeno è cresciuto ad un ritmo pari al doppio della media nazionale (1,4% contro lo 0,7%). Dati particolarmente allarmanti se si considera che la Basilicata è una regione rurale il cui territorio, pari a 10.073,32 Kmq, è per la quasi totalità montano o collinare e solo l’8% è pianeggiante, con habitat naturali e paesaggi agrari di grande pregio.

A lanciare l’allarme è l’organizzazione no-profit Semina Diretta 2.0 che, in collaborazione con l’Assessorato all’Agricoltura della Regione Basilicata, ha organizzato nelle scorse settimane un incontro sul tema a Melfi.

Desertificazione: occorrono 100 anni per ridare fertilità agli strati superficiali del suolo perso per erosione in una sola campagna agraria.

La perdita di suolo agrario è un fenomeno che merita la massima attenzione per le conseguenze drammatiche che ne derivano, quali il tempo smisurato necessario per riportare la fertilità sugli strati superficiali di terreno esposti ad erosione (più di 100 anni per ogni anno agrario “tradizionale”), la perdita di biodiversità nel suolo, che ospita un quarto di tutta la biodiversità presente sul globo terrestre e l’inquinamento delle acque superficiali.

Tutto questo si traduce nell’allarmante fenomeno, sempre più in aumento in tutto il Sud dell’Italia: la desertificazione.

La superficie maggiormente interessata alla perdita di suolo agrario in Basilicata è quella dei cereali che arriva, con il contributo, anche se minimo delle leguminose, ad una SAU superiore al 40% di quella totale regionale.

La semina diretta: una risposta possibile alla perdita di terreni coltivabili

Semina diretta non vuol dire solo ambiente e tutela del suolo, ma anche sostenibilità per le aziende agrarie. Seminare senza le operazioni di lavorazione e preparazione del terreno, vuol dire infatti, un risparmio importante per ettaro, che varia in funzione della natura del suolo e dell’orografia del terreno. E se questi sono costi oggettivi che ogni agricoltore conosce perfettamente, ci sono altri aspetti meno quantificabili ma ugualmente importanti ai fini delle decisioni da prendere per la coltivazione del grano, dove rese basse e terreno impervio mettono a dura prova quanto meno la decisione di iniziare la coltivazione.

La semina diretta, grazie ai suoi tempi ridotti di semina, permette una migliore organizzazione aziendale e, soprattutto, una valida gestione del tempo a disposizione per le semine, il punto di partenza ed il più importante di tutto il processo di coltivazione del grano.

La risposta della Regione Basilicata ad erosione, desertificazione e tutela del suolo agrario lucano.

L’Assessorato all’agricoltura e il Dipartimento politiche agricole e forestali della Regione Basilicata, proprio su questo tema, hanno voluto essere in prima linea, impegnandosi per i prossimi 5 anni a riservare stanziamenti importanti proprio per la semina diretta nell’ambito della misura 10.1.4 del proprio PSR (piano di sviluppo rurale). Sono infatti previsti impegni finanziari complessivi, nei 5 anni, per 15,7 milioni di euro e importanti contributi per ettaro (€ 281,00/ha a cui si possono aggiungere € 84,00 per le cover crop).

L’obiettivo è sensibilizzare tutto il mondo agricolo dei seminativi, per gran parte baluardo di colline e montagne lucane, alla problematica della conservazione del suolo, del contenimento dell’erosione, della tutela della biodiversità, dell’asportazione dei residui colturali dai campi e della sua conseguenza, la difesa della sostanza organica.

Regione Basilicata e Semina Diretta 2.0: collaborazione per la tutela del suolo lucano

Per questo, in collaborazione con Semina Diretta 2.0, organizzazione che si occupa della diffusione della semina diretta del grano in Italia, con al suo interno competenze trentennali sia tecnico-operative che scientifiche, la Regione Basilicata ha voluto avviare un percorso virtuoso per ottimizzare al meglio finanziamenti e tempi dedicati all’argomento.

Le giornate informative sono fondamentali per fare in modo che sia sempre massima l’attenzione nel corso dei prossimi 5 anni di programmazione del PSR, ma anche per aumentare questa superficie in modo determinante, a prescindere dai finanziamenti regionali, per ridurre al minimo il fenomeno della perdita del suolo agrario.

L’Assessore Luca Braia in prima linea: la prima giornata informativa in Basilicata.

La prima delle giornate informative è stata organizzata il 6 Maggio, a Melfi (PZ), presso l’azienda AASD Incoronata.

L’incontro, voluto da Luca Braia, Assessore politiche agricole e forestali della regione Basilicata, ha visto la partecipazione di Semina Diretta 2.0, Regione Basilicata ed Alsia ed ha coinvolto numerosi agricoltori e contoterzisti della regione Basilicata.

Sono state illustrate le misure agroambientali del PSR regionale e si è parlato della semina diretta del grano negli ambienti collinari, affrontando argomenti agronomici ma, soprattutto, ambientali.

La tecnica, infatti, massima espressione della conservazione del suolo, permettendo di seminare senza lavorare il terreno, né in superficie né tantomeno in profondità, è un valido contributo alla difesa del suolo, al contenimento dell’erosione, alla difesa della biodiversità e della fertilità: insomma un freno deciso all’avanzare della desertificazione.

Il Direct Seeder: ruolo importante nel processo di difesa del suolo lucano

Lino Falcone, presidente di Semina Diretta 2.0 no profit, ha parlato del ruolo strategico del Direct Seeder (l’agricoltore che applica la semina diretta) come baluardo estremo a difesa del territorio, tutela della biodiversità, contenimento dell’erosione e della desertificazione, sequestro di CO2 e dei gas serra in genere.

Ruolo spesso in ombra, il Direct Seeder, oggi, è, forse, l’unica figura che garantisce tutti quegli aspetti ambientali di assoluta importanza globale, su cui tutte le grandi nazioni concordano, stabilendo accordi internazionali per difendere i cambiamenti climatici, partendo da Kyoto per arrivare a Parigi. È importante formare ed informare il Direct Seeder, ha concluso Lino Falcone, per garantire la continuità della tecnica nel tempo senza rischi di abbandono e/o insuccessi.

La difesa del territorio lucano: dovere di tutti.

Particolare enfasi è stata data da Luca Braia al tema della difesa del territorio lucano.

L’assessore alle politiche agricole e forestali ha evidenziato quanto la Regione sia sensibile ai temi ambientali di desertificazione, erosione superficiale e biodiversità nel suolo, non perdendo di vista il reddito aziendale. Braia ha ritenuto opportuno attuare una scelta politica importante, sottolineando come l’importo per la misura, tra i più alti a livello nazionale, sia un messaggio molto forte della volontà della regione Basilicata a voler tutelare il suolo regionale ma al tempo stesso ad essere al fianco delle aziende agrarie lucane.

A questo proposito, Braia ha voluto sottolineare l’impegno della Regione Basilicata a sostenere le aziende che vorranno sposare le linee guida della misura 10.1.4 del PSR regionale proprio a dimostrazione dell’assoluta fiducia nella tecnica della semina diretta quale passaggio obbligato per la tutela del suolo lucano.

Anche l’assessore ha evidenziato che uno dei crocevia di tutto il percorso è la formazione agronomica ed ambientale del Direct Seeder.

Braia, a tal proposito, ha sottolineato l’importanza delle competenze presenti, quali quelle di Alsia, agenzia lucana di formazione e quelle specifiche di Semina Diretta 2.0 no profit, garanzia di successo della applicazione della tecnica grazie alla lunga esperienza che può vantare, per fare in modo che lo sforzo profuso dalla Regione Basilicata venga ottimizzato sul territorio e possa essere lo start per coinvolgere la massima superficie possibile.

Ufficio comunicazione Semina Diretta 2.0

ufficio.stampa@seminadiretta.org

+39 342 6145522

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