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Erosione in Toscana

Una delle regioni che subisce i maggiori danni ambientali dovuti alle perturbazioni autunnali è la Toscana.

Continua YeS4Italy, il viaggio nelle regioni italiane per valutare la salute dei suoli agrari.

Ogni anno, con l’arrivo dell’autunno, venti e temporali provenienti dal IV quadrante impattano l’Italia con effetti devastanti.

Le regioni che ne fanno le spese sono Liguria e Toscana, ma è soprattutto la seconda a subire i danni maggiori in relazione al suolo agrario.

L’autunno è il mese in cui iniziano le semine dei cereali ed in particolare del grano duro, che vede in Toscana una superficie superiore a 100.000 ettari.

Già nei primi giorni di ottobre sono pronti un pò in tutta la regione i “letti di semina” dei cereali, campi arati prima e ripassati poi con attrezzature meccaniche che permettono di ridurre le dimensioni delle zolle delle arature a particelle di terra più piccole di un guscio di noci.

Sono tante le colline toscane con campi pronti ad ospitare le semine autunnali, ben ordinati con colori caldi che vanno dal beige chiaro al nero.

Le Crete Senesi, le Saline di Volterra, le colline della provincia di Grosseto e di Arezzo sono bombe ecologiche pronte ad “esplodere” alle prime piogge autunnali.

Le precipitazioni impattano i letti di semina trascinando a valle la terra dei campi arati con danni per ambiente, agricoltura e popolazione.

Il suolo è un bene esauribile ed in quanto tale una volta eroso è definitivamente perso.

La natura impiega 100 anni per generare un millimetro di suolo vivo che distruggiamo ogni anno con le lavorazioni più o meno profonde.

Ingenti sono i danni diretti sull’agricoltura (più di 600 milioni) ed indiretti che pesano sulla collettività (più di 100 milioni di euro) ma drammatici sono le conseguenze in campo agricolo considerando che il millimetro di suolo agrario che perdiamo ogni anno non può essere più riportato al suo posto.

Ogni anno in Toscana si perdono quantità di suolo vivo superiori a 1.000.00 tonnellate.

Per avere un’idea della massa di terra che si perde, basti pensare che per recuperare una quantità cosi grande di suolo occorrerebbero 60.000 autoarticolati, che volendo distribuire lungo le coste della regione non basterebbero i km a disposizione.

Servirebbero infatti ben 13 file di autoarticolati ad occupare tutti i km delle coste toscane senza soluzione di continuità per recuperare tutta la terra che ogni anno la Toscana perde a causa dell’erosione superficiale.

La semina diretta, tecnica agronomica di semina senza le classiche lavorazioni del suolo, permette di bloccare l’erosione superficiale e di frenare definitivamente la perdita di suolo vivo in Toscana.
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