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Il resoconto del I° graNOTILLday in Sicilia

Moderata dal prof. Carlo Grignani, docente di scienze agrarie all’Università di Torino e presidente della Società Italiana di Agronomia, la tappa siciliana ha dato modo di riflettere ancora una volta sui vantaggi ambientali, agronomici ed economici legati all’applicazione della semina diretta e gettare le basi per un ulteriore sviluppo della tecnica in Sicilia.

«Iniziative come queste servono a uscire dalle proprie mura e andare verso le imprese. Crediamo che il settore primario debba rappresentare il passato, il presente, ma anche il futuro dell’economia del nostro Paese» ha dichiarato il presidente della commissione Ambiente del Senato, Giuseppe Francesco Maria Marinello, che ha salutato con favore il lavoro dell’associazione. Un impegno riconosciuto anche dal CNR che ha voluto essere presente con il consigliere di amministrazione Roberto Lagalla: «Il CNR guarda all’innovazione in agricoltura come a uno dei temi per il miglioramento delle condizioni del Paese. E’ necessario recuperare tradizione e capacità produttiva, sostenendo al tempo stesso i valori e i temi della qualità e della sicurezza alimentare» ha spiegato riassumendo il senso dell’incontro organizzato da Semina Diretta 2.0.
Riconoscere l’importanza della tecnica non è però sufficiente alla sua diffusione senza il supporto delle istituzioni. Ecco perché la giornata ha dato anche l’opportunità di conoscere e analizzare gli incentivi previsti dal Psr regionale per la semina diretta: «Siamo partiti dalla necessità di ridurre la CO2 e contribuire a frenare i cambiamenti climatici. Abbiamo previsto un finanziamento di circa 4 milioni di euro – ha spiegato Rosa De Gregorio dell’assessorato all’Agricoltura della Regione Sicilia – . Il premio è di 250 euro a ettaro e l’impegno richiesto all’azienda è di 7 anni. Si tratta di una misura davvero importante per noi».
Di particolare interesse l’intervento di Dario Giambalvo, docente di Scienze Agrarie all’Università di Palermo, che ha evidenziato i benefici per tutto l’areale cerealicolo del bacino del Mediterraneo, toccando argomenti quali ambiente e rese per ettaro.
Caratteristiche ribadite nella testimonianza offerta dall’imprenditore Marco Frasson, impegnato da due anni nella coltivazione di grano duro senza aratura: «Abbiamo avuto l’opportunità di approcciarci alla semina diretta due anni fa grazie al sostegno di Semina Diretta 2.0. Le produzioni sono state simili al convenzionale e anche con il grano venduto in filiera a 20 centesimi, siamo riusciti ad avere un margine per ettaro, cosa impossibile invece per il convenzionale».

Il presidente del Comitato operativo di Semina Diretta, 2.0 Lino Falcone, ha chiarito l’importanza della giusta scelta dell’elemento di semina in funzione del terreno e delle rotazioni colturali per una corretta ed efficace applicazione della semina diretta. Mentre il professor Biagio Pecorino, del dipartimento Agricoltura, Alimentazione e Ambiente dell’Università di Catania, ha sottolineato come il comparto cerealicolo abbia una valenza strategica, a livello nazionale, per le esportazioni in tutto il mondo di prodotti che caratterizzano il Made in Italy. Senza dimenticare che i prezzi del grano sono condizionati dai flussi con l’esterno dando luogo a un’altalena difficilmente prevedibile.

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